Quando l' arcipelago delle Ryu Kyu era ancora un insieme di regni indipendenti, il sovrano di Chuzan, Shoashi, riuscì a sottomettere anche gli altri due regni di Nanzan ed Okuzan. Per evitare sommosse da parte delle popolazioni suddite, il re, nel 1492, proclamò un editto in cui era fatto divieto per ogni cittadino di portare, maneggiare o anche possedere armi.
Tale editto venne rinnovato circa duecento anni dopo dagli invasori giapponesi del clan Satsuma: addirittura ad ogni villaggio era permesso possedere un solo coltello, legato con una catena al centro della piazza principale.
In questi periodi si svilupparono le prime forme di combattimento, detto To Te (mano cinese). Pur avendo molti punti in comune, gli insegnamenti di ogni singolo maestro variavano a seconda dei suoi studi e delle sue ricerche, e per rintracciare l' origine delle varie scuole bisogna alle volte sobbarcarsi un difficile lavoro di ricostruzione geneaologica. Tuttavia si possono generalmente riconoscere degli stili in base al territorio di diffusione. Nella regione di Naha era diffuso lo stile Shorei la cui origine principale dovrebbe essere lo stile cinese Wu Tang, fondato da Chang San Feng, mentre nella regione di Shuri era più sviluppato lo stile Shorin, direttamente derivato (anche nel nome) dallo stile Shaoli. Inutile dire che se Shorei e Shorin erano gli stili più diffusi, ne esistevano altri altrettanto validi, denominati dal luogo ove venivano insegnati (ad esempiop Tomari Te) o dal nome della famiglia che li insegnava (es. Uechi Ryu). A complicare le cose, era consuetudine perfezionare la propria preparazione frequentando almeno un maestro di uno stile differente da quello di origine, e magari andare a perfezionarsi nel combattimento in Cina. Come risultato abbiamo da una parte un insegnamento molto individualistico, dall' altra un' osmosi di princìpi da uno stile all' altro. Anche oggi, gli stili che possono rintracciare storicamente la propria genealogia, pur rifacendosi a Shorin e Shorei, contengono elementi di altri stili.
In genere si suol dire che Shorei comprende posizioni molto stabili e movimenti lenti ma possenti, con un' attenzione particolare per la respirazione, mentre Shorin si basa su movimenti molto veloci in rapida successione.
tratto da: KARATE-tecnica di autodifesa, filosofia di vita di Claudio Regoli, De Vecchi Editore
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